Goffredo e Amalia

by c.calati

 

Goffredo entrava in cucina con il passo felpato delle sue pantofole di feltro. Le mani dietro la schiena nella tipica posa da pensionato curioso, osservava in silenzio la moglie che trafficava ai fornelli, così come i suoi colleghi facevano con gli addetti ai lavori in corso. Ma a differenza di questi che tacevano per mattinate intere nel timore di essere presi a male parole dagli operai, il suo silenzio durava poco, giusto il tempo di cogliere la sua Amalia in fallo. Vedi, diceva allora, hai caricato troppo la caffettiera, o non l’hai avvitata bene, e adesso sgocciola dalla guarnizione sporcando dappertutto. Per Amalia era uno spavento che si rinnovava tutti i giorni quell’intervenire di soppiatto del marito. Ma lui era così discreto nel muovere i rimproveri, sempre con un filo di voce e nessun malanimo, che la donna, dopo il sussulto iniziale, si limitava a dargli ragione, passando veloce uno straccio sull’acciaio macchiato dei fornelli.
Una volta installatosi in cucina, Goffredo seguiva come un’ombra i gesti della moglie, pronto a intervenire alla successiva mossa sbagliata. Di solito era il ritiro del vassoio in porcellana del servizio bello, che per un vezzo usavano spesso per portare i formaggi in tavola. Non ritirarlo ora che è ancora umido. Chiuso nell’armadio si riempirà di muffa. E Amalia accantonava il piatto in attesa di tempi migliori, quando, cioè, il marito fosse uscito per andare a comprare il giornale. In quella pausa il vassoio avrebbe ritrovato la sua collocazione naturale.
In pratica erano quattro i rimproveri che Goffredo ripeteva con puntiglio, anche più volte al giorno, sempre con la pacatezza della prima volta: i due già detti, poi la conservazione del pane (Non lasciare il pane all’aria, s’indurisce. Avvolgi nel sacchetto di carta e poi nel cellophane la parte di pagnotta che s’è avanzata.) e il modo di riporre i condimenti nella vetrinetta (solo una sequenza è logica: sul fondo l’aceto che usiamo poco, poi il pepe che è meglio non abusarne e davanti il sale e l’olio che sono di uso più frequente). Amalia annuiva alla saggezza del marito e pensava alla prossima puntata di Ancora un bacio prima di lasciarci.
Ma quel mattino Amalia si svegliò con l’emicrania, un pulsare delle tempie che non le capitava da anni. Davvero insopportabile. E non sopportò, quella mattina, il passo felpato e la voce melliflua.
Al giovane carabiniere che inorridito fissava la pozza di sangue e il grosso coltello da cucina che ancora faceva capolino dall’addome di Goffredo, Amalia disse, con una certa tenerezza:
Mio marito era un brav’uomo, ma è andato in pensione troppo presto.

15 pensieri riguardo “Goffredo e Amalia

  1. Meno male che io mi sono abituata presto al pensionamento di mio marito, però quando viene a sbirciare nelle pentole lo mando subito via (anche perché certe grosse e pesanti padelle potrebbero sfuggirmi dalle mani e appiattirgli il cranio, per caso ;P)

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  2. Anche io non mi aspettavo questo finale. Mentre leggevo pensavo che Goffredo fosse una sorta di umarell nei confronti della moglie e che al massimo si sarebbe beccato qualche sbottata di rabbia.
    E invece avevo dato per scontata la pazienza di Amalia 😂

    (È scritto davvero molto molto bene)

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