Il profumo di cedro – Parte 2 di 2

Farina, zucchero di canna, zenzero, limone biologico. Cedro. Cedro. Cedro.
La ricetta è completa! Finalmente!!!
Un sorriso comparve sul viso di Marco.
-Ehi, tutto bene? Com’è che d’incanto ti metti a sorridere!?!?!
-Cedro!!! La risposta è cedro!
-Allora. Puoi farmi capire, puoi parlare come me? Non ti capisco!
-Va beh, non è importante, chiudi gli occhi e stai zitta.
-Senti! Sto zitta solo se ne vale veramente la pena!!
-Ti fidi di me?
-No.
-Non fa niente, ti farò ricredere. Ora non deconcentrarmi, lasciami fare, vedrai…
Mentalmente Marco iniziò a ripetere la ricetta della nonna, Farina 00 ben setacciata, zucchero di canna, zucchero bianco piuttosto granuloso, burro freddo, sale, miele d’acacia ( quello del mercato è ottimale), un uovo del contadino… due gocce di cedro, solo cedro.
Prese carta e penna e scrisse la ricetta:
60 gr di farina 00.
75 gr di zucchero semolato
75 gr di zucchero di canna
150 gr di burro freddo
150 gr di miele
1 uovo
1 pizzico di sale
1/2 cucchiaino di bicarbonato
succo di cedro

La ricetta era quasi completa, ora l’attenzione era diretta verso l’ impiattamento.
L’impasto era pronto, i biscotti erano in forno, stavano cuocendo.

-Certo che…
-Cosa?
-No… Niente, mi è venuta una strana idea…Senti… Intanto che si raffreddano, ti va di andare a fare una passeggiata?!?
-Passeggiata? In che senso?
-Cambiamo aria, usciamo un po’?!? In questo senso…
-Va bene…

-Mi fai un favore? Mi prendi quel pezzo di corteccia?
-Marco, cos’hai in mente?
-No, no … Nulla…
Angelica non riprovò a chiedere spiegazioni, conosceva l’ostinazione di quel giovane ragazzo che nonostante sedesse su quattro ruote non accennava a rassegarsi.

-Marco! I tuoi biscotti sono pronti!
-Nonna… Ho pensato di personalizzarli.

Il mattino seguente Marco prese gli ingredienti, con cura e devozione e li ripose
in uno zaino, su un’altra borsa con cautela ripose la corteccia d’albero raccolta il giorno prima durante la passeggiata, in infilò il piumino e prese un bel respiro, era il giorno del casting.
Era un giorno strano, era un giorno di prime volte.
Per la prima volta Marco salì su un treno insieme alla nonna e ad Angelica che non ne aveva voluto sapere di rimanere a casa.
I paesaggi scorrevano sul finestrino come in un film, le città si intervallavano alla campagna, destinazione Milano.
La nonna ed Angelica parlavano, lui invece ripassava a memoria passo per passo quello che doveva fare, il tempo per preparare la sua ricetta era poco e lui di certo non voleva commettere alcune errore.
Arrivati in stazione, mentre le sue accompagnatrici ammiravano la struttura architettonica e l’immensità del posto Marco sembrava non essere ne affascinato ne attratto da tutto ciò che lo circondava, in realtà tutti sapevano che era semplicemente teso e concentrato ecco perchè cercarono di assecondarlo raggiungendo subito il luogo dove si sarebbero tenuti i provini.
All’ingresso c’era un sacco di gente, ragazzi della sua età o giù di li, alcuni silenziosi altri in preda a veri e propri attacchi di panico.
Quando fu il suo momento Marco, con l’aiuto della nonna si posizionò ai fornelli, aveva 45 minuti di tempo, sapeva benissimo che la ricetta ne richiedeva almeno 50 quindi non doveva sprecare nemmeno un secondo.
Angelica se ne stava seduta a guardarlo mentre si destreggiava con gli ingredienti come se fossero l’estensione delle sue mani, lei, che nemmeno una pasta in bianco sapeva fare, non aveva mai conosciuto persone cosi tenaci e convinte quando si trattava di raggiungere un obiettivo.
La nonna supervisionava il lavoro continuando a fare cenni di conferma con la testa.
L’impasto era pronto, Marco lo prese e lo mise in frigorifero, tenerlo a riposo per 20 minuti sarebbe stato l’ideale ma il tempo stringeva quindi 10 minuti sarebbero stati più che sufficienti.
Nel frattempo come di sua abitudine, pulì tutta la zona lavoro, preparandosi gli attrezzi necessari per le lavorazioni successive.
Estrasse la pasta dal frigorifero, un sorriso sulle sue labbra, andava bene.
Gli altri concorrenti, i loro amici e familiari lo guardavano in silenzio, probabilmente stupiti da quanta naturalezza ci fosse nel suo muoversi con la carrozzina rendendosi conto di come fosse stato capace a non renderla un ostacolo.
Fatte le formine, distribuite attentamente sulla teglia ed infornato.
Durante il tempo della cottura Marco preparò la glassa per decorarle, poteva farla prima ma sapeva che farla all’ultimo era una garanzia perché sarebbe rimasta bella densa ed una volta decorato il biscotto non avrebbe cristallizzato e rimanendo morbida il giusto.
Passavano i secondi, Marco estrasse gli omini dal forno, erano perfetti, tempo esaurito.
L’assistente del programma lo avvisò che era il suo turno, mise tutto sul carrello di servizio e lo aiutò a dirigersi verso l’ingresso.
La nonna sorridente gli fece un cenno di conferma, Angelica invece si alzò, corse da lui e come un fulmine a ciel sereno lo baciò dolcemente in bocca.
Era una giornata di prime volte.
Marco entrò, dinnanzi a lui 4 giudici apparentemente severi.
“Buongiorno, mi chiamo Marco ed ho 12 anni, da sempre sono appassionato di cucina ed oggi vi ho portato un dolce.”
Mentre Marco sistemava le sua cose sulla cucina gli stellati gli chiesero diverse cose, dalla sua disabilità a cose più semplici, se avesse una fidanzata ad esempio, domanda alla quale rispose con un semplice “da adesso si” anche se loro non capirono bene il senso di quella risposta.
Arrivò il momento di presentare il piatto, si avvicinò ai giudici spingendo il carrello con il suo dolce completato, fiero con la testa ben alta lo presentò “Il sogno di Angelica”.
Del perché le parti spezzate fossero sul piatto ed il resto del corpo ben presentato su una corteccia, tutti lo capirono, non è solo l’apparenza che conta, a volte è un dettaglio.
Il profumo di Cedro
Il primo titolo del libro di ricette scritto da Marco.

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