NATA BAMBINA

Sono una femmina.
Sono nata femmina, ma nonostante questa da piccola giocavo sempre con i maschi.
A me le bambole mi sono sempre state sulle scatole, nella mia camera prendevano polvere finché mia mamma si è decisa a raccoglierle e metterle in una scatola di cartone, in fondo all’armadio, dimenticate.
A me piaceva salire sui “ciao” dei ragazzi che dopo il lavoro si fermavano in piazza, e farmi scorazzare in giro per il paese.
A me piaceva rubare la BMX del mio compagno di cortile e correre nei prati.
Perché io vivevo in un cortile, quello dove la sera si scendeva e giocava a pallone, quello in cui bastava un fischio proveniente da una finestra qualsiasi per smettere all’istante di combinare qualche marachella.
Uno di quei cortili in cui noi, figli di tutti eravamo controllati a vista, e se solo non sentivano più la nostra voce le persone si affacciavano per capire cosa stavamo combinando, perché era sicuro che stavamo combinando qualche guaio.
A me piaceva saltare nelle pozzanghere e schizzare tutto il fango.

La terza cosa la faccio anche oggi, perché a volte tornare bambini è bello.

Sto leggendo un libro.
Il protagonista ad un certo punto dice:”Mi piacerebbe tornare per un giorno bambino e riassaporare il gusto della normalità, quella in cui entravi in casa e tua mamma era ai fornelli, tuo fratello a tavola pronto per il pasto ed il papà appena rientrato per gustarsi una cena sana. Pasta al sugo.”
Ecco.
Io mi sono fermata e ho pensato che anche a me piacerebbe tornare bambina.
Senza quelle frasi fatte di oggi, tornare bambina e basta, senza la consapevolezza, i problemi e i giochi di oggi.
Scendere in cortile, ritrovare gli altri amichetti e giocare a strega comanda colore, a nascondino, a costruire la capanna degli indiani.

Apro gli occhi e sono orgogliosa di me, nonostante tutto ho avuto una bellissima infanzia.
In montagna catturavo le rane e lanciavo i sassi nel lago il giorno della gara di pesca, facevo correre le galline in giro per la scarpata, liberavo i capretti, catturavo i grilli. Ero una bambina bastarda, perennemente con la gonnellina rosa che poco dopo diventava a chiazze, perché ero una femmina anche se facevo esclusivamente giochi da maschi.

Orgogliosa di me, unica nella mia stranezza.

Oggi sono nostalgica.

8 pensieri riguardo “NATA BAMBINA

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