lettera a un amico occasionale

 

charlot

 

 

Caro amico,

non te la prendere se ti affibbio questo aggettivo vagamente riduttivo. Non è certo per spregio nei tuoi confronti, ma per rimarcare quello che avrebbe dovuto essere l’elemento fondamentale del nostro incontro: l’occasione.

L’occasione fa l’uomo ladro, dicono, ma a volte lo fa anche migliore, aggiungo io, lo fa cinico, è vero, ma qualche volta lo fa sognatore. Ecco, dal nostro fortuito incontro speravo che avrebe preso forma un sogno, sai il contagio delle intenzioni rese concrete dall’entusiasmo,  l’utopia che a poco a poco, quasi per magia, diventa realtà. E all’inizio sembrava davvero che con le parole, con il travaso di opinioni, con il muoverci gomito a gomito, con il confronto e il conforto uno all’altro, avremmo capovolto, se non il mondo intero, almeno un tavolo. Così non è stato, purtroppo: la nostra marcia di speranza, senza canti né bandiere, si è arenata al primo bar. Lì ben presto ci siamo impigriti ai tavoli e tra qualche chiacchiera e un bicchier di vino ci siamo dimenticati che volevamo agire, l’utopia s’è sbiadita in un orizzonte nebbioso, le nostre stesse facce sono diventate scialbe e noi non ci siamo più ascoltati uno con l’altro, le parole una roba stanca.

Non so che altro dire, ci abbiamo provato, ma forse c’è mancato l’impegno necessario. È che non siamo nati eroi e questo non è una colpa, ma nemmeno siamo diventati uno Charlot dai sogni contagiosi, e questo, sì, ce lo rimprovero.

Un abbraccio sconsolato,

carlo

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13 pensieri riguardo “lettera a un amico occasionale

      1. È difficile fare progetti insieme. Si deve ritentare ma preferirei una redazione che si occupasse di organizzare l’uscita del pezzo oppure ognuno pubblica senza tante preoccupazioni, non credo sia importante che un giorno ci siano tanti post ed un giorno meno.

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  1. leggo il vostro duetto e vi comprendo. Scrivere a più mani senza una regia è dura.
    A parte questo, direi che il pezzo mi è piaciuto. Una nota un po’ sconsolata per quello che poteva nascere ma non è stato.

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    1. credo che (se non sto fraintendendo io) il primo commento di “non solo campagna” ti abbia fuorviato. Lei, quando parlava di “racconto a più mani” si riferiva a un’esperienza di scrittura a molte mani nata agli inizi di questo blog (il rumore del mare, se non ricordo male).
      questa lettera l’ho scritta da solo 🙂
      ciao GianPaolo

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      1. si casualmente ho letto il commento ma ricordo quel tentativo di scrittura a più mani che ho provato a seguire con scarso successo.
        Ho partecipato a qualcosa del genere ma lì c’era una regia.
        Che la lettera sia frutto del tuo sacco non avevo dubbi ma ho pensato – male – che facesse parte di un nuovo tentativo di scrivere qualcosa a più mani.
        ciao

        Piace a 1 persona

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